Al Polo Australe in velocipede: con Introduzione e Note di Anna Morena Mozzillo
1) Un’ Introduzione, corredata di una sezione sulla vita e le opere dell’Autore.
2) Una sezione dedicata alle Note, 280, che chiariscono i termini stranieri o gergali presenti nel testo, come pure le tante voci storiche, geografiche, tecniche, nautiche e naturalistiche.
La storia è bene delimitata cronologicamente; prende avvio “in uno dei locali della sezione della Società geografica americana di Baltimora, la sera del 26 ottobre dell’anno 1892”. Le vicende si svolgeranno poi anche in parte dell’anno successivo, il 1893, e il teatro principale sarà l’Antartide, il continente a quel tempo seminesplorato, di cui si immaginavano improbabili paesaggi rivelatisi poi inesistenti, come ad esempio un mare interno circondato dai ghiacci, ma popolato da numerose specie di animali, foche, orsi, uccelli di vario tipo. L’Autore infatti immagina che i suoi personaggi, dopo tanti sacrifici e tanta fatica, arrivino alla meta agognata, il Polo Sud, e ammirino questo “mare interno”. Il romanzo è stato definito “fantascientifico”, perchè si proietta in un futuro tecnologicamente avanzato: i protagonisti riusciranno nella loro impresa grazie al velocipede che hanno fatto costruire, una macchina che può essere smontata all’occorrenza in tre distinte biciclette (che Salgari chiama al maschile “bicicletti”). E’ però anche un’esaltazione dello spirito di iniziativa, del coraggio, della forza di volontà e del patriottismo di alcuni dei personaggi, in primis l’americano Wilkye, il vero protagonista dell’impresa, che dà dimostrazione di lealtà e magnanimità. A lui si contrappone l’inglese Lindermann, che vorrebbe raggiungere il Polo australe con la sua nave, ma che dimostrerà di essere alquanto meschino e astioso...
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