Il Nome diffamato: Stereotipi e propaganda tra letteratura, cinema e social media (Antishemitica Vol. 7)
L’ebreo come banchiere, come straniero, come potenza invisibile. Ma anche come intellettuale inquieto, come corpo fuori posto, come metafora mutevole della crisi. In questo volume, il settimo della collana Antishemitica, si ricostruisce la lunga durata di uno stereotipo che attraversa i secoli, cambia linguaggi, si adatta ai formati della modernità. Dalla letteratura ottocentesca alla fiction post-Shoah, dalle caricature del ventennio fascista ai meme dell’antisemitismo digitale, il “Nome” si fa figura: diffamato, deformato, evocato.
Non è l’odio a preoccupare, ma la sua estetica. La capacità cioè del pregiudizio di circolare anche dove si finge neutralità: nella battuta, nell’immagine, nella trama apparentemente innocente. Il volume esplora questa ambivalenza: come il Nome venga usato per dire altro, come l’ebreo serva da specchio per l’identità nazionale, come la differenza venga ridotta a funzione narrativa.
Un’indagine rigorosa e trasversale, che attraversa romanzo e diritto, teatro e rete, per decifrare le nuove forme della discriminazione simbolica. Perché oggi l’antisemitismo non grida più: insinua.
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