Vincono La Sorte
Al principio e alla fine vincono la sorte. Fin dall'incontro l'amore di Géraldine e Philippe si ambienta a scuola tra anni sessanta e settanta in una cittadina anonima della Normandia operaia. Thierry, l'amico del cuore, così come Géraldine, sono i figli di coppie di culture miste, tutt'e due più abbienti. Il personaggio di "Rompibiglie" è lo sgorbio che fa risalire i pregi e la bellezza dell'amata ragazzina. Sono anni verdi e spensierati comunque, anche dopo l'improvvisa scomparsa dell'amico in seguito all'angosciosa notizia dell'imminenza di una separazione dei suoi genitori. Un episodio triste, tuttavia che rassoda il carattere del sentimento nascente tra gli innamorati. In quel frattempo la mamma di Philippe ama i litigi fatti in casa, soprattutto di domenica, mentre la sua gatta nera e una figliola, quella dolcissima, dei vicini di pianerottolo gli sono di conforto. Il padre di Géraldine è un ausiliario di marina nato in Tunisia, che in questi ultimi tempi non si rassegna alla sua scelta poiché si è radicalizzato, tramando già per lei un altro progetto di vita. Come l'amore, così loro crescono per alquanti anni. Un giorno succede un fatto incredibile, di un tratto scompare assieme alla sua famiglia, lasciandolo senza alcuna speranza. Invece la storia non è scritta per nulla, e dopo più decine di anni, una volta Jacqueline andata: la bionda bambina dell'infanzia, infatti, c'è un nuovo inizio. Ha cambiato d'aria, di paese e professione addirittura. Sta nelle Dolomiti lavorando in ospedale come infermiere. Ormai solo soletto da qualche tempo, si concede una vacanza, o meglio, un bel viaggio in Svizzera, le montagne sempre ma con il Cervino per teatro di gioco, il lago, e Ginevra subito dopo. Lì, sotto l'ombra dei castagni della "Promenade de la treille" così come sta sotto le luci della ribalta, c'è un libro che aspetta. Lui è il protagonista. A prima vista Philippe non è attratto, dopo di che la quarta di copertina lo invoglia a s'incuriosire della scrittrice, quindi a leggerne infine la trama. Prima nasce dal narrato la sua sensazione che la donna di penna e Géraldine fossero tutt'uno poi l'immagine speculare di sé in mezzo al manipolo dei suoi romanzati, non ultimo il bel spirito d'argento vivo presente in ognuno di loro. Si ancora alla speranza, di conseguenza decide di scrivere alle edizioni. A fare da cerniera tra Philippe e la casa editrice ginevrina, seppure fosse nuova di zecca, l'amicizia di Noel è il gancio migliore per andare avveduto. Da Noel la risposta c'è! Purtroppo fa la triste constatazione che non è decisiva comunque. Allora con umorismo, sceglie di mettersi il cuore in pace, questa volta tramite un indovinello epistolare. Non è la sua Géraldine, eppure una bella promessa! In realtà, lei è la figlia. Segue una lettera da Dieulefit, un borgo della Drome provenzale, dove Géraldine fa la sociologa nella scuola di Beauvallon, un istituto per bambini e adolescenti in difficoltà. Alla fine risponde in brevissimo tempo, con la sola notizia del suo prossimo arrivo, annunciandole così che l'inverno volge al suo termine per entrambi.
Condividi questo libro
Recensioni e articoli
Non ci sono ancora recensioni o articoli