IL FATTORE UMANO NELLA GEOPOLITICA: AI GIORNI NOSTRI COME IN PASSATO
La geopolitica non è una partita a scacchi.
Non bastano mappe, strategie e trattati: ciò che muove davvero la storia è la carne e il sangue dei popoli, le loro paure, i loro rancori, la loro memoria. Questo libro smonta l’illusione che i conflitti nascano solo da calcoli razionali: dall’11 settembre all’Afghanistan, dalla guerra civile spagnola ai Balcani, dall’Algeria a Cipro, il filo rosso è sempre lo stesso – il fattore umano.
Leader e Stati credono di dominare gli eventi, ma sono le società a scriverne l’esito, tra coesione improvvisa e implosione, tra resilienza e odio.
E allora la domanda è inevitabile: possiamo davvero governare la storia se non siamo in grado di comprendere l’uomo?
Un testo che ribalta certezze e costringe a guardare la geopolitica da una prospettiva scomoda, ma necessaria: quella dei popoli e delle loro cicatrici.
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