IL VANGELO DELLA BASE SOLIDA : La storia di Silvio e Terziana e il loro messaggio d'amore per il mondo
Tutto è nato da un bisogno del cuore: fermare il tempo. Catturare la luce di un amore che, nato nell’Italia del boom economico, ha attraversato indenne decenni di cambiamenti sismici, per arrivare fino a noi, intatto e più forte che mai. Volevo che i loro sguardi, le loro voci, la loro saggezza non fossero solo un ricordo evanescente di famiglia, ma un’eredità tangibile.
Un faro.
Il metodo è stato semplice e, allo stesso tempo, profondissimo: ascoltare. Ho ascoltato le loro voci, ho catturato i loro aneddoti, ho insistito per quei dettagli che sembrano piccoli ma che contengono mondi interi – la cintina di un centimetro e mezzo sul vestito di Terziana, la riga perfetta nei capelli di Silvio, il rombo della Guzzi 500, il profumo delle violette colte di nascosto.
E mentre li ascoltavo, mentre intrecciavo le loro memorie in un’unica, corale narrazione, mi sono reso conto che non stavo solo scrivendo una storia d’amore. Stavo trascrivendo un manuale di resistenza umana.
In queste pagine troverete la storia di un’Italia che non c’è più, fatta di pozzi e di televisioni in parrocchia, di lavoro nei campi e di sogni di una casa. Troverete il racconto di come due giovani, con una determinazione fatta di sguardi e promesse silenziose, abbiano costruito il loro “per sempre” con la pazienza di chi pianta un ulivo, sapendo che godranno l’ombra altri, dopo di loro.
Ma, soprattutto, troverete il loro testamento spirituale. Il capitolo finale di questo libro, nato dalle loro parole più intime e riflessive, è forse il dono più grande. È un vangelo laico e al tempo stesso profondamente devoto, che ci ricorda l’importanza di una “base solida”, della mediazione, del perdono e di una fede che non è evasione dalla realtà, ma la forza per affrontarla.
A mia madre, Terziana, va la mia infinita ammirazione per la sua profondità di pensiero, per la sua capacità di vedere il mondo con uno sguardo unico e “strano”, che è sempre stato, semplicemente, avanti rispetto al suo tempo.
A mio padre, Silvio, va il mio rispetto per la sua concretezza, la sua affidabilità di roccia, il suo essere stato, in ogni istante, un uomo su cui costruire.
Questo libro è il mio ringraziamento a loro. Per l’amore che mi hanno dato. Per l’esempio che sono. E per avermi permesso di rendere eterna, almeno in queste pagine, la luce del loro straordinario, comune, immortale viaggio.
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