I Grimaldi di Monaco: Una “dinasty” del Mediterraneo dalle origini a oggi (Biografie e ritratti)

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I Grimaldi di Monaco: Una “dinasty” del Mediterraneo dalle origini a oggi (Biografie e ritratti)
Autore
Paolo Lingua
Pubblicazione
21/12/2025
La storia di Monaco - base militare del Comune di Genova nel Medioevo, poi Signoria, poi Principato - rappresenta qualche cosa di più della vicenda di un “piccolo Stato” che s’affaccia sul Mediterraneo. In Europa ne sopravvivono diversi. Monaco, però, così come la dinastia genovese dei Grimaldi che da oltre sette secoli vi regna, rappresenta una realtà diversa. In ogni momento d’una complessa tormentata vicenda politica, diplomatica e militare, lo Stato monegasco e la famiglia Grimaldi rappresentano la quintessenza della cultura diffusa e dell’antropologia del Mediterraneo. Si ritrovano, grazie al mare che è la via d’uscita d’un territorio arido e scabro, tutti gli elementi che hanno caratterizzato la civiltà fenicio-cartaginese, greca e soprattutto genovese, altro stato marinaro, tutto sommato piccolo e arido, che in mille anni, ha mostrato al mondo la fantasia economico-finanziaria, l’arte della navigazione, il genio delle scoperte. Genova e Monaco, fatte le debite differenze, si assomigliano molto. Siamo alla lettura del Mediterraneo di Fernand Braudel e di Roberto Lopez. In settecento anni, dal “colpo di mano” di “Malizia”, passando per Carlo I che esentò gli abitanti dello “scoglio” dal pagamento delle imposte, per i Grimaldi interlocutori dell’Europa di Carlo V e di Francesco I, da Madrid alla Corte di Versailles sino al “colpo di genio” del Casino alla metà del XIX secolo, per finire ai momenti esaltanti e drammatici tra le due guerre, non si possono dimenticare il fascino, la grazia e il cuore di Grace Kelly e la saggezza riformatrice di Ranieri III. Ma anche oggi, i loro eredi sanno che è una storia che non finisce perché sono troppo profonde le sue radici.

Paolo Lingua (Genova, 1943), giornalista, dal 2005 è direttore dell’emittente regionale ligure “Telenord”. È stato redattore de “Il Secolo XIX” (1968-1972) e responsabile della redazione di Genova de “La Stampa” (1972-2004). Di interessi eclettici, ha esordito come narratore - “Assessore di Denari” (Rusconi, 1976), “Piove, governo ladro” (Mondadori, 1978), “Il vaso dell’Orzo” (Mondadori, 1980), “La Bussola Amorosa” (Bompiani, 1981), “La via dell’ambra” (Bompiani, 1982) - per poi dedicarsi alla storia e alla saggistica: “Andrea Doria” (De Agostini, 1984), “I Grimaldi di Monaco” (De Agostini, 1986), “Caterina degli Ospedali” (Camunia 1987), “Mazzini il riformista” (Ecig, 1992), “Enrico il navigatore” (Camunia, 1994), “I Doria a Genova” (Editalia, 1998) “La Storia del Brasile” (Ecig, 2000), “Breve storia dei Genovesi” (Laterza, 2001), “Ignazio Messina, storia d’un armatore genovese” (Sagep, 2003), “Colloqui con Paolo Emilio Taviani” (De Ferrari, 2009). Ha pubblicato anche poesie, racconti e favole. Appassionato di gastronomia, di storia economica e di civiltà della tavola, è coordinatore per la Liguria dell’Accademia Italiana della Cucina, cui è iscritto dal 1977. Amico e allievo del professor Giovanni Rebora dell’Università di Genova (1932-2007), è autore di importanti saggi gastronomici: “La cucina dei Genovesi” (Muzzio, 1989). “La cucina del Ponente Ligure”, con Silvio Torre (De Ferrari, 2003), “Il sapore del palato” (Fratelli Frilli, 2007) e “La mensa dei Liguri” (De Ferrari, 2011).

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