GUIDA TURISTICA RELIGIOSA DI FILOGASO: (Storia Millenaria, Fede e Tesori Di Filogaso
PREMESSA
Scrivo ancora, riprendendo le parole del mio amico prof. Francesco Ierise, “per il mio diletto e quello degli amici”. L'impulso che mi muove, questa volta, è dare corpo a una Guida Turistica e Religiosa di Filogaso. L'idea è nata d'improvviso, materializzandosi quasi per caso durante una passeggiata su un promontorio a ridosso del mare. Ero a Punta Alice di Cirò Marina, affacciato sullo Ionio. Mentre osservavo un tabellone turistico, assieme allo scrittore Francesco Ierise, che mi illustrava il suo prossimo lavoro su Filottete fondatore di Crimisa, e a Nicodemo Calabretta, un inguaribile appassionato di politica, la mia mente idealmente spaziava verso la costa della Grecia, terra madre della Magna Grecia e culla di civiltà. Mi sono chiesto: perché non dedicare la stessa cura anche al mio paese?
In fondo, anni addietro, avevo già realizzato dei pannelli turistici insieme all'architetta Annamaria Galati ed alla scuola secondaria di Filogaso per illustrare il nostro patrimonio culturale. Oggi, quel progetto va meglio sviluppato e integrato. utilizzando i dati dei miei libri, come “Filogaso La grande storia di un piccolo paese” e “Il silenzio delle Macine”, recenti ed approfondite ricerche , e, soprattutto, l'intelligenza artificiale e i moderni strumenti informatici per rendere la storia di Filogaso più viva, interattiva e accessibile a tutti. In un’epoca in cui le radici rischiano di sbiadire, questa guida vuole essere un atto d'amore e un'ancora per riscoprire il valore profondo di ciò che siamo stati.
La guida è concepita come un viaggio in otto tappe, un pellegrinaggio che è al contempo riscoperta storico-artistica e spirituale.
La partenza, Tappa Zero, è fissata presso la Stele della Croce (1585), simbolo di unificazione tra i borghi di Filogaso e Panaja. Le tappe si snodano attraverso il cuore spirituale del paese, soffermandosi sulle nostre chiese e sui reperti sacri secolari, testimonianze di tenacia scampate ai terremoti e all’incuria umana. Il punto d'arrivo, la tappa finale, non poteva che essere l'oasi di inestimabile valore del Bosco Fallà e del Santuario della Madonna dell’Arco. Il Bosco, una vera e propria "cattedrale verde", è un luogo dove la natura e lo spirito trovano la loro perfetta armonia. In prossimità dell’area picnic alla fine del percorso, si aprono i sapori della cucina tipica legata alle tradizioni religiose: la ‘vuccàtëja’ di San Giuseppe, i “pizzatèria” di Sant’Antonio e l’incanto dei dolci in onore di San Rocco. Ma l'eccellenza del paese non si ferma ai dolci. L'accenno alla Chiesetta di San Rocco, ubicata in un pianoro coltivato ad uliveto, ci introduce al frutto più prezioso del territorio: l'olio. Qui prospera la cultivar autoctona nota come la "Tonda" o "Misia di Filogaso", il cui olio vanta caratteristiche organolettiche apprezzatissime, tanto da meritare la denominazione IGP. Parlo anche dei piatti tipici delle feste: la “pitta chjna”, un pasticcio ripieno di ricotta, salsiccia ed uova sode o anche di verdure, i chiuniliri ( un impasto ripieno di ricotta al forno o fritto) , le “pittapìa” o le pie , le olive conservate in mille modi diversi e tante altre prelibatezze che rischiano di scomparire con la memoria delle persone più anziane. Ho impostato questa guida in modo che sia un sistema di fruizione completo e dinamico. Per questo, prevedo un modello ibrido: una guida multimediale dotata di QR Code e indicazioni sulle mappe digitali per il visitatore tecnologico. Parallelamente, il contenuto sarà accessibile su appositi tabelloni fisici in prossimità di ogni tappa, consultabili e integrabili attraverso un sito web dedicato.La guida è un invito a tutti affinché possano sentirsi custodi attivi di questa inestimabile eredità religiosa e culturale .
Iozzo Nicola
Scrivo ancora, riprendendo le parole del mio amico prof. Francesco Ierise, “per il mio diletto e quello degli amici”. L'impulso che mi muove, questa volta, è dare corpo a una Guida Turistica e Religiosa di Filogaso. L'idea è nata d'improvviso, materializzandosi quasi per caso durante una passeggiata su un promontorio a ridosso del mare. Ero a Punta Alice di Cirò Marina, affacciato sullo Ionio. Mentre osservavo un tabellone turistico, assieme allo scrittore Francesco Ierise, che mi illustrava il suo prossimo lavoro su Filottete fondatore di Crimisa, e a Nicodemo Calabretta, un inguaribile appassionato di politica, la mia mente idealmente spaziava verso la costa della Grecia, terra madre della Magna Grecia e culla di civiltà. Mi sono chiesto: perché non dedicare la stessa cura anche al mio paese?
In fondo, anni addietro, avevo già realizzato dei pannelli turistici insieme all'architetta Annamaria Galati ed alla scuola secondaria di Filogaso per illustrare il nostro patrimonio culturale. Oggi, quel progetto va meglio sviluppato e integrato. utilizzando i dati dei miei libri, come “Filogaso La grande storia di un piccolo paese” e “Il silenzio delle Macine”, recenti ed approfondite ricerche , e, soprattutto, l'intelligenza artificiale e i moderni strumenti informatici per rendere la storia di Filogaso più viva, interattiva e accessibile a tutti. In un’epoca in cui le radici rischiano di sbiadire, questa guida vuole essere un atto d'amore e un'ancora per riscoprire il valore profondo di ciò che siamo stati.
La guida è concepita come un viaggio in otto tappe, un pellegrinaggio che è al contempo riscoperta storico-artistica e spirituale.
La partenza, Tappa Zero, è fissata presso la Stele della Croce (1585), simbolo di unificazione tra i borghi di Filogaso e Panaja. Le tappe si snodano attraverso il cuore spirituale del paese, soffermandosi sulle nostre chiese e sui reperti sacri secolari, testimonianze di tenacia scampate ai terremoti e all’incuria umana. Il punto d'arrivo, la tappa finale, non poteva che essere l'oasi di inestimabile valore del Bosco Fallà e del Santuario della Madonna dell’Arco. Il Bosco, una vera e propria "cattedrale verde", è un luogo dove la natura e lo spirito trovano la loro perfetta armonia. In prossimità dell’area picnic alla fine del percorso, si aprono i sapori della cucina tipica legata alle tradizioni religiose: la ‘vuccàtëja’ di San Giuseppe, i “pizzatèria” di Sant’Antonio e l’incanto dei dolci in onore di San Rocco. Ma l'eccellenza del paese non si ferma ai dolci. L'accenno alla Chiesetta di San Rocco, ubicata in un pianoro coltivato ad uliveto, ci introduce al frutto più prezioso del territorio: l'olio. Qui prospera la cultivar autoctona nota come la "Tonda" o "Misia di Filogaso", il cui olio vanta caratteristiche organolettiche apprezzatissime, tanto da meritare la denominazione IGP. Parlo anche dei piatti tipici delle feste: la “pitta chjna”, un pasticcio ripieno di ricotta, salsiccia ed uova sode o anche di verdure, i chiuniliri ( un impasto ripieno di ricotta al forno o fritto) , le “pittapìa” o le pie , le olive conservate in mille modi diversi e tante altre prelibatezze che rischiano di scomparire con la memoria delle persone più anziane. Ho impostato questa guida in modo che sia un sistema di fruizione completo e dinamico. Per questo, prevedo un modello ibrido: una guida multimediale dotata di QR Code e indicazioni sulle mappe digitali per il visitatore tecnologico. Parallelamente, il contenuto sarà accessibile su appositi tabelloni fisici in prossimità di ogni tappa, consultabili e integrabili attraverso un sito web dedicato.La guida è un invito a tutti affinché possano sentirsi custodi attivi di questa inestimabile eredità religiosa e culturale .
Iozzo Nicola
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Nicola Iozzo