Fino a quando ci sei
Eleonora è una restauratrice. Lavora su cornici barocche antiche, fragili, segnate dagli anni. Le osserva, le studia, le tocca con rispetto. Sa che una crepa non va cancellata, ma compresa, che la bellezza non nasce dalla perfezione, ma dall’equilibrio ritrovato.
La sua vita, però, si incrina in un modo che nessuna tecnica può riparare. Mancano tre mesi al suo matrimonio con Matteo, fotografo fotoreporter spesso lontano per lavoro. Tre mesi che dovrebbero essere pieni di attese leggere, di scelte felici, di futuro. E invece diventano un tempo difficile.
Un anno prima, a suo padre, Giulio Maffei, illustre professore di filosofia teoretica, viene diagnosticata una forma di demenza che procede a gradini. Non un lento spegnersi, ma un’alternanza crudele: momenti di profonda confusione, amnesie, comportamenti imprevedibili… e poi improvvisi ritorni di lucidità, in cui la sua mente torna limpida e la filosofia diventa ancora una volta dialogo, rifugio, senso.
Eleonora si ritrova così a fare ciò che non aveva previsto: prendersi cura di chi, fino a poco tempo prima, era la sua guida. E lo fa come sa fare: un passo alla volta.
“Un passo alla volta. L’orizzonte arriva comunque” è la frase che suo padre ripete spesso. Un insegnamento, una promessa, un modo di restare in piedi quando tutto vacilla. In questi tre mesi sospesi, seguendo lo sguardo di Eleonora, vediamo, sentiamo e pensiamo ciò che lei vive. È un punto di vista intimo, limitato, profondamente umano, che accompagna dentro la quotidianità della malattia, dell’amore e delle scelte inevitabili.
Quando dall’università sopraggiunge la sospensione dal ruolo di docente, padre e figlia affrontano anche questo passaggio con una dignità silenziosa, imparando ad accettare ciò che non può più essere e a riconoscere ciò che resta. Attorno a loro si muove un coro di personaggi memorabili: una zia travolgente e profondamente credente, capace di portare allegria nonostante il suo cuore sia dilaniato da un dolore troppo grande; un uomo che sceglie di amare senza condizioni, pronto a condividere responsabilità e rinunce; studenti che continuano a cercare il loro maestro; figure semplici e quotidiane che, con una parola o un gesto, lasciano un segno. E poi c’è la madre di Eleonora, scomparsa anni prima, ma ancora presente nei ricordi, nelle frasi taciute, nelle domande sussurrate alle nuvole.
FINO A QUANDO CI SEI è un romanzo che parla di demenza senza filtri e senza pietismo. È una storia che attraversa il dolore, la paura e la perdita, eppure non rinuncia mai alla luce. Tra dialoghi carichi di pensiero, citazioni filosofiche e momenti di intensa introspezione, il libro esplora una verità semplice e difficile: anche nella sofferenza è possibile trovare felicità.
La metafora della crepa attraversa ogni pagina. Le crepe delle cornici che Eleonora restaura. Le crepe della mente del padre. Le crepe invisibili che l’amore mette alla prova. Perché non tutto ciò che si rompe va eliminato: alcune fratture, se accolte, diventano il luogo in cui passa la vita.
Il romanzo ci conduce verso un finale inatteso e profondamente umano, che non chiude semplicemente una storia, ma apre una riflessione sul tempo, sull’eredità e sul modo in cui l’amore continua, anche quando cambia forma.
Questo libro è per te se:
- ami i romanzi intensi, emotivi, che lasciano un segno;
- cerchi una storia sull’amore che cura enon solo su quello che promette;
- ti interessano i legami familiari, soprattutto il rapporto padre-figlia;
- vuoi una narrazione che unisca introspezione, filosofia e vita quotidiana;
- credi che la bellezza non stia nell’assenza di dolore, ma nel modo in cui lo attraversiamo.
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